Lo abbiamo chiesto alla Dr.ssa Arianna Di Paolo (Specialista in Medicina Nucleare)in un’intervista esclusiva che potrete seguire sul nostro canaleYouTube, eccone una sintesi.

“Dottoressa, è chiaro che per qualsiasi patologia, in particolare quella tiroidea, la prevenzione ha un ruolo importante. Però prevenzione è anche un concetto generale, lo possiamo specificare?”

Certamente. Quando si parla di prevenzione in realtà la possiamo declinare su più livelli, è l’esordio della Dott.ssa Di Paolo, che prosegue “l primo approccio alla prevenzione in generale della popolazione è una prevenzione primaria, cioè abbassare la percentuale di quei fattori di rischio che portino poi allo sviluppo di queste patologie.

D. “Facciamo ora il focus sulle patologie della Tiroide….”

“Ora, nell’ambito della patologia tiroidea, alcuni fattori di rischio non sono eliminabili.

La famigliarità è un fattore, quindi l’impronta genetica ovviamente non la si può escludere. Quello su cui per esempio si può lavorare è il fattore ambientale, sottolinea la Dottoressa.

D: “Per esempio?”

“Le campagne di iodio profilassi nascono proprio per questo ed è uno degli argomenti su cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità punta di più. Adesso ci sono anche integratori che contengono quantità note di iodio che possono essere somministrate a categorie a rischio, pensiamo alle donne in gravidanza nelle quali il fabbisogno di iodio aumenta.

Altro discorso di prevenzione: chiaramente è importante individuare delle particolari categorie che sono a maggior rischio e quindi cominciare una prevenzione, per esempio tramite una ecografia tiroidea fatta prima dello sviluppo del sintomo. Allora in queste categorie di rischio può essere valido un approccio molto preventivo.

Il tutto, ovviamente, anche nell’ottica di una gestione precoce della malattia. Cioè intervenire prima che gli esiti siano eccessivi, o che il paziente debba andare incontro ad una terapia ormonale necessaria. Prevenzione in questo ambito può essere appunto il gestire i distiroidismi, anche moderati, non con dei farmaci ma anche con presidi naturali ad hoc…”

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