La corsa in farmacia pare si sia fermata già da qualche giorno, dopo un paio di settimane di acquisti record delle cosiddette “pillole di iodio”.  Nell’agenda dei paesi UE una nuova attenzione nei confronti del rischio nucleare, come espone Europa Today con il quadro  di quanto si stia facendo in Europa in chiave preventiva.

Il parere della scienza

Riteniamo comunque utile  esprimere con chiarezza il punto di vista medico e scientifico su un tema tanto drammatico e coinvolgente. In risposta al rischio di disastro nucleare che il conflitto in Ucraina ha purtroppo reso attuale, sappiamo come in alcuni paesi Europei e anche in Italia, fosse scattata nelle scorse settimane una corsa popolare alle cosìddette “pillole di iodio”.

Il razionale da cui muoveva questa spasmodica ricerca è nel tentativo di proteggere la tiroide dall’effetto dannoso dello iodio radioattivo che, qualora immesso nell’ambiente in grande quantità in caso di disastro nucleare, provocherebbe negli esposti un rischio significativo di sviluppare diverse patologie tra cui anche il tumore della tiroide.

La tiroide, come sappiamo, incamera fisiologicamente lo iodio, utilizzato per produrre i suoi ormoni. Assumere le compresse di iodio (o più precisamente compresse di ioduro di potassio, formulate con una dose di iodio più alta di quella giornaliera raccomandata nella dieta) permetterebbe per così dire di “saturare” la tiroide, che, quindi, tenderà a incamerare in misura minore lo iodio radioattivo, pratica questa cui ci si riferisce comunemente con il termine di “blocco tiroideo”.

Cosa dice l’OMS

Secondo le linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO/OMS), il blocco tiroideo è indicato per la popolazione generale (esclusi, quindi, alcuni particolari usi medici e/o usi nei lavoratori  radioesposti) come profilassi dei danni da iodio radioattivo a seguito di disastri nucleari.

In questo caso, il vantaggio “protettivo” supererebbe i rischi per la salute che l’assunzione di un così alto quantitativo di iodio potrebbe comportare. È tuttavia fondamentale specificare che la profilassi tramite blocco tiroideo va attuata secondo specifiche tempistiche, secondo specifiche quantità e secondo specifici criteri di età.

Bisogna evitare in maniera assoluta, quindi, il “fai da te” che esporrebbe a rischi per la salute inutili e potenzialmente anche gravi. È importante rispettare le direttive, eventuali, che gli organi governativi e scientifici comunicheranno in caso di reale necessità, onde evitare di scadere in un allarmismo potenzialmente dannoso.