“Malattie della Tiroide” ne parla su YOUTUBE con la Dott.ssa Arianna Di Paolo (Specialista di Medicina Nucleare) ecco l’intervista.
D: “Dottoressa Di Paolo, come sta la Tiroide degli italiani? Quali le patologie tiroidee più diffuse?”
Arianna Di Paolo: “È importantissimo parlare di patologia tiroidea perché è estremamente diffusa, non solo in Italia ma anche nel mondo.
Considerate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che le persone che al mondo soffrono di patologia tiroidea sono circa un miliardo ed in Italia l’Istituto Superiore della Sanità stima circa sei milioni, che costituiscono più del 10% della popolazione (...)”
“Quali le patologie più frequenti” è stata la domanda successiva per la Dr.ssa Di Paolo, ecco la sua replica: “Le patologie che è più frequenti nelle aree così definite iodio carenti, essendo lo iodio un oligoelemento fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei, sono le patologie nodulari (…) Mentre invece nelle aree a iodio sufficienza sono le patologie tiroidee autoimmuni.
Fortemente sottolineata quindi l’importanza dello iodio, ecco perchè: “Noi in Italia, storicamente, siamo un paese a carenza iodica, (…) attualmente, siamo un paese a media carenza iodica. Storicamente si dice che i paesi più a carenza iodica siano quelli in via di sviluppo, in realtà, anche in Europa il 44% dei bambini in età scolare ha un introito giornaliero di iodio insufficiente.
Perché lo iodio è così importante? “Lo iodio fa parte proprio degli ormoni tiroidei, costituisce quindi uno dei principali fattori di rischio per sviluppare una patologia tiroidea. Ci sono altri fattori di rischio, in primis, la genetica, ma anche il sesso, il genere. Le donne sono più soggette a soffrire delle patologie tiroidee …”
In coda a questa prima parte del dialogo con la Dr.ssa Di Paolo, aggiungiamo qualche notizia sullo iodio ripresa da “Il Fatto Alimentare”
I livelli di assunzione raccomandati di nutrienti, il fabbisogno giornaliero nell’adulto è di 150 µg, nel bambino e nell’adolescente è tra i 90 e i 130 µg, mentre il fabbisogno aumenta fino a 200 µg al giorno in gravidanza e fino a 220 µg durante l’allattamento, dove lo iodio è necessario per un corretto sviluppo neurocognitivo.
Una fonte importante è il sale iodato, raccomandato anche dall’Oms ma bisogna stare attenti: il consumo di sale – anche se iodato – va limitato e si raccomanda di non utilizzarne più di 5 g al giorno. Questa quantità è ottimale e riesce a coprire il fabbisogno necessario per un adulto sano (150 µg)

